Chiariti tanti misteri

Comunicato Stampa sulle procedure fallimentarei della Coop Unieco di Reggio Emilia.

Il CdA di Unieco, cooperativa reggiana che gestisce l’impianto di trattamento rifiuti delle Strillaie, aderente a Legacoop, ha presentato oggi al Tribunale la richiesta di concordato preventivo con riserva1, ricorrendo quindi all’articolo 161, sesto comma, della legga fallimentare. La coop spiega in una nota che si tratta di un’iniziativa ”necessaria a seguito di una procedura di verifica disposta dal Tribunale”.
Questa realtà fallimentare della Unieco fa luce su fatti incedibili, fino ad oggi inspiegati, avvenuti in questa provincia.
Infatti ad Unieco è stato garantito dagli amministratori pubblici di questa provincia fino al 2040 il conferimento alle Strillaie di quantità esagerate di rifiuti INDIFFERENZIATI, in netto contrasto con le indicazioni vincolanti delle Direttive Europee e delle Leggi nazionali che davano e danno la priorità alla raccolta differenziata dei rifiuti, alla loro riduzione e recupero di materie.

Questi nostri amministratori per garantire una rendita sicura ad Unieco hanno anche previsto penali a carico dei contribuenti se le famiglie di questa provincia riducessero il conferimento di rifiuti e se collaborassero alla raccolta differenziata, come pretende il buon senso, la legge e come stanno facendo tanti altri cittadini responsabili.
Ma al tempo stesso i cittadini di questa provincia stanno oggi pagando sovrattasse proprio perché non si rispettano gli obiettivi di raccolta differenziata fissati dalla legge.
Becchi e bastonati, si dice in Maremma.
Per anni ci siamo chiesti come fosse stato possibile che i sindaci della provincia di Grosseto, avessero voluto garantire ad Unieco un quantitativo di rifiuti indifferenziati esagerato, sicuramente in eccesso rispetto a tutte le possibili previsioni. Oggi sappiamo che si doveva garantire ad Unieco, in gravi difficoltà economiche, una rendita sicura.
Questo il motivo per cui Marras, Bonifazi, Sani e tanti altri sindaci non hanno mai potuto dare spiegazioni convincenti per le scelte fatte, che bloccavano per decenni lo sviluppo virtuoso della riduzione degli sprechi, negavano la crescita dell’occupazione nella filiera del recupero di materiali, puntavano alla nocività con l’incenerimento dei rifiuti, negavano la flessibilità rispetto alle novità delle nuove tecnologie.
Oggi sappiamo il perché.

Roberto Barocci
Forum Ambientalista Grosseto

1 Notizia Ansa di ieri, 11 marzo, da Reggio Emilia

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