Perché non ottenere i fondi europei per lo sviluppo per la messa in sicurezza dell’Aurelia?

Il Cipe, quindi il Governo, dovrà decidere sulla proposta della SAT di realizzare l’autostrada tirrenica nella sede dell’Aurelia, senza varianti e viabilità alternativa, con i pedaggi più alti d’Italia e senza le esenzioni al traffico locale, che spesso non ha alternative di percorso.
Il progetto SAT è pertanto insostenibile per tutte le realtà produttive ed economiche della Maremma. Ma come si è arrivati ad una proposta così insensata?La Regione Toscana ha posto la condizione delle esenzioni per i residenti locali e la realizzazione di viabilità alternativa per evitare che il traffico si trasferisca sul percorso della vecchia Aurelia dentro i paesi e le città, Grosseto compresa, ma la SAT ha fatto già sapere che il traffico previsto sull’autostrada non consente di ripagare questi costi e chiede l’intervento massiccio dello Stato. La Regione Toscana sostiene la stessa richiesta.
Ma la Sat, cioè la Soc. privata, è stata introdotta in sostituzione dei progetti ANAS solo ed esclusivamente con lo slogan: “Autostrada senza oneri per lo Stato”. Allora perché non viene bocciata e non si riaffida all’Anas la soluzione della messa in sicurezza dell’Aurelia?
Abbiamo posto questa domanda diversi mesi fa, ma non abbiamo ricevuto risposte.
La riproponiamo: sul corridoio tirrenico si arrivò ad una soluzione condivisa da tutti, ambientalisti compresi, nel 2002, con l’accordo tra Governo Amato, Regioni e Comuni sul Progetto definitivo ANAS di adeguamento in sede della statale Aurelia, con soli 15 Km in variante, per aggirare il nodo di Albinia. Era un progetto che prevedeva tre corsie per ogni senso di marcia e l’eliminazione degli attraversamenti a raso. Il progetto Anas trovò nel marzo 2001 il finanziamento in Consiglio dei Ministri e sarebbe rimasta una statale in concessione all’Anas senza pedaggi.
Per accantonare il progetto ANAS-2001 s’introdusse una carta truccata: il “Project financing”: la società privata SAT avrebbe anticipato tutti i costi, incassando i pedaggi per 40 anni successivi.
Alla luce di ciò la Giunta regionale Toscana, che chiede oggi l’intervento dello Stato, che gioco ha fatto??Tutti quegli amministratori che hanno per anni sostenuto che il privato avrebbe realizzato un’autostrada senza oneri per lo Stato, avevano letto i relativi piani finanziari?
Oggi che lo Stato italiano per le opere effettivamente strategiche può ottenere dalla Comunità Europea fondi per lo sviluppo senza interessi e a carico della BCE, perchè dovrebbe affidare opere costose ad un soggetto privato, che deve farsi anticipare dal settore privato bancario oltre il 75% dei costi ad interessi bancari molto più elevati? Perchè i costi delle opere debbono pagarle i contribuenti e i residenti, se è possibile accedere a fondi europei? Sicuramente un investimento della BCE non verrebbe gestito dagli “amici” di famiglia. Chiediamo che il Governo non privilegi gli affari della speculazione a scapito del territorio e del portafoglio dei cittadini.

Roberto Barocci,
per il Forum Ambientalista Grosseto

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