Sulle diossine fuori norma trovate a Scarlino

Comunicato stampa sulla presenza di diossine fuori norma a Scarlino.

Il superamento delle concentrazioni di diossine registrato in questi giorni a Scarlino non ci sorprende. Infatti, avevamo segnalato la presenza fuori norma di questi inquinanti alla Amministrazione provinciale e agli organi di controllo. Questi pero’ hanno fatto finta di non capire e hanno addebitato il superamento dei limiti di legge, gia’ registrato da Arpat nel maggio 2011 per le diossine e furani scaricati in mare da Scarlino Energia, alle -precedenti attivitita’-€ realizzate in zona. Non potendo questa volta risalire agli Etruschi, gli Enti locali avevano allora dato la colpa alle piu’ recenti attivita’ industriali del secolo scorso.
Questa giustificazione si dimostra una scelta di comodo, sicuramente priva di documentazione valida, scientifica e tecnica, poiche’ non e’ stata mai autorizzata o risulta esercitata nell’area industriale di Scarlino una attivita’ che potesse bruciare ad alte temperature le sostanze organiche contenenti Cloro, condizioni necessarie per la produzione di quella famiglia di diossine, indicatrice della combustione dei rifiuti urbani, trovata nel canale di ritorno al mare.
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Chiariti tanti misteri

Comunicato Stampa sulle procedure fallimentarei della Coop Unieco di Reggio Emilia.

Il CdA di Unieco, cooperativa reggiana che gestisce l’impianto di trattamento rifiuti delle Strillaie, aderente a Legacoop, ha presentato oggi al Tribunale la richiesta di concordato preventivo con riserva1, ricorrendo quindi all’articolo 161, sesto comma, della legga fallimentare. La coop spiega in una nota che si tratta di un’iniziativa ”necessaria a seguito di una procedura di verifica disposta dal Tribunale”.
Questa realtà fallimentare della Unieco fa luce su fatti incedibili, fino ad oggi inspiegati, avvenuti in questa provincia.
Infatti ad Unieco è stato garantito dagli amministratori pubblici di questa provincia fino al 2040 il conferimento alle Strillaie di quantità esagerate di rifiuti INDIFFERENZIATI, in netto contrasto con le indicazioni vincolanti delle Direttive Europee e delle Leggi nazionali che davano e danno la priorità alla raccolta differenziata dei rifiuti, alla loro riduzione e recupero di materie.
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Acqua potabile dal mare

Comunicato stampa in merito alle notizie circa la scelta di Periccioli e Ceroni di farci bere l’acqua di mare.

L’esistenza di progetti per costruzione dissalatori lungo tutta la costa tirrenica, anticipati dal Commissario regionale, Periccioli (vedi Consiglio Comunale a Grosseto del 21.9 scorso) e confermati dal Presidente dell’Acquedotto del Fiora, Ceroni, svelano che a decidere non sono i Consiglieri comunali o i Sindaci, delegati dai cittadini e dalla legge a queste scelte, ma le società private, che gestiscono le tubature e gli impianti relativi all’acqua.
Noi a differenza di molti partiti, che affermano che l’acqua, essendo formalmente pubblica, non ha bisogno di nuove norme che ne garantiscano il controllo, affermiamo che la proprietà reale di un impresa è nelle mani di chi ha le conoscenze e le competenze, cioè il sapere e il saper fare e che il Know how è da sempre sinonimo di buoni affari e della proprietà reale di un’azienda. Continua a leggere

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Autorizzata in Amiata Bagnore 4

La Giunta regionale con Delibera n.810 del 10 settembre scorso, pubblicata ieri, ha dato il via alla realizzazione di una nuova centrale geotermica dell’Enel a Bagnore, triplicando la potenza installata, approvando le prescrizioni che una Commissione tecnica regionale aveva sollecitato.
Tali prescrizioni, che se davvero realizzate modificherebbero sostanzialmente il Progetto presentato da Enel al punto da non renderlo fattibile, sono ben 53 (cinquantatre) e sono state date perché il progetto non rispettava i requisiti di legge.
Come giustamente ha segnalato il Coordinamento di SOS Geotermia, nessuno salirebbe per un volo, affidando la sua vita a un nuovo aereo sapendo che, dopo un primo collaudo, i tecnici hanno prescritto 53 modifiche alla sua struttura, perché fuori norma e pericolosa. Ma all’appello di SOS Geotermia nessun amministratore locale ha dato una risposta, come se non fosse in gioco la vita e la salute dei cittadini e come se non sapessero che nei Comuni sede di impianti geotermici è stato già quantificato un +13% di mortalità, rispetto ai comuni limitrofi e ai comuni della Toscana. Continua a leggere

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Perché non ottenere i fondi europei per lo sviluppo per la messa in sicurezza dell’Aurelia?

Il Cipe, quindi il Governo, dovrà decidere sulla proposta della SAT di realizzare l’autostrada tirrenica nella sede dell’Aurelia, senza varianti e viabilità alternativa, con i pedaggi più alti d’Italia e senza le esenzioni al traffico locale, che spesso non ha alternative di percorso.
Il progetto SAT è pertanto insostenibile per tutte le realtà produttive ed economiche della Maremma. Ma come si è arrivati ad una proposta così insensata?La Regione Toscana ha posto la condizione delle esenzioni per i residenti locali e la realizzazione di viabilità alternativa per evitare che il traffico si trasferisca sul percorso della vecchia Aurelia dentro i paesi e le città, Grosseto compresa, ma la SAT ha fatto già sapere che il traffico previsto sull’autostrada non consente di ripagare questi costi e chiede l’intervento massiccio dello Stato. La Regione Toscana sostiene la stessa richiesta. Continua a leggere

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Risposta alle minacce del presidente dell’Acquedotto del Fiora

Comunicato stampa in risposta al Presidente dell’Acquedotto del Fiora

Ceroni ha affermato che SOS Geotermia avrebbe diffuso notizie dai contenuti “diffamatori e allarmistici”, in particolare che l’Acquedotto del Fiora avrebbe distribuito acqua con valori di Arsenico “superiori a quelli consentiti dal decreto legislativo 31 del 2001” e minaccia querele, come fanno spesso coloro che non sopportano l’esercizio della critica.

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Tariffe del servizio idrico: i Sindaci intervengano, Bonifazi si esprima

Claudio Ceroni non è presidente di una società che gestisce il servizio pubblico dell’acqua per volontà divina o per volontà di qualche privato e quando si esprime, come ha fatto minacciando ritorsioni ai cittadini rispettosi della legge e dei risultati referendari, dovrebbe rispondere a chi lo ha delegato in quella funzione, cioè dovrebbe rispondere ai Sindaci del nostro territorio.

Ma se i Sindaci non sentono il dovere di intervenire in una pubblica vicenda come questa, che da mesi interessa da vicino i loro cittadini, allora chiamiamo noi i Sindaci a rispondere, perché non possono sfuggire alle loro responsabilità nelle scelte da loro fatte e che ricadono sui cittadini in maniera così rovinosa. Il loro silenzio equivale ad un sostegno pubblico al Ceroni.

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Sull’Autostrada, il TAR Lazio fa un po’ di luce

La recente sentenza del Tar Lazio, che ordina alla SAT di presentare finalmente il Piano finanziario definitivo, dal quale si potrà stabilire quanto costerà allo Stato il progetto autostradale, conferma quanto poca trasparenza ha accompagnato finora la scelta affaristica di realizzare comunque l’autostrada tirrenica.
Luca Sani, il Presidente della Regione Conti e il Centrodestra, che finora avevano ripetutamente e in ogni occasione affermato che la SAT avrebbe realizzato l’autostrada a costo Zero per lo Stato, ora chiedono insistentemente contributi statali da concedere alla SAT, ma stranamente non hanno finora chiesto di prendere visione del Piano finanziario definitivo, che, per farlo depositare alla SAT, è dovuto intervenire il TAR Lazio.
Questa vicenda è significativa.

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Il falso costo zero

Viste le provocatorie proposte della SAT sulla Tirrenica, riteniamo sia utile ricostruire i fatti, che possono non solo chiarire la situazione attuale, ma far capire perché si sia affermata la scelta di fare ad ogni costo l’autostrada tirrenica.

Per noi questa storia è indecorosa. A voi il giudizio.

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Festeggiano perché ne hanno ragione, ma che almeno chiedano scusa

Con la celebrazione, che vede insieme una società dell’Eni e i rappresentati degli Enti pubblici, si chiude la vicenda Polytecne, una delle pagine più vergognose della nostra storia recente.

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